UGENTO PERLA DEL SALENTO

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Ogni volta che mi reco in un posto nuovo con la famiglia, mi organizzo anticipatamente programmando delle visite turistiche ai luoghi limitrofi che suscitino in me qualche tipo di interesse. Questa volta ho avuto il piacere di scoprire Ugento, una cittadina del Salento che conta circa 11000 abitanti e che custodisce in se dei luoghi assolutamente da non perdere. 

Ugento è un’antica città Messapica dove ancora oggi si possono vedere alcuni tratti dell’antica muraglia, originariamente lunga alcuni chilometri. Le sue case con il caratteristico tetto piano, sono concentrate per lo più nel suo centro storico dove ahimé, durante la mia visita, non ho potuto fare a meno di notare diversi edifici in vendita ed altri in stato di parziale abbandono da parte dei proprietari.

La prima tappa che mi sono posto come obiettivo è stata il Nuovo Museo Archeologico, che fa parte del circuito museale di Ugento, progetto ambizioso e lodevole dell’amministrazione comunale per dare il giusto lustro e risalto alla storia della cittadina.

Il circuito museale comprende attualmente il Nuovo Museo Archeologico di Ugento, ospitato nel complesso conventuale di Santa Maria della Pietà dei Frati Minori Osservanti, l’esposizione privata di Adolfo Colosso, un signore con la passione dell’antico, la Cripta del Crocifisso e la chiesetta della Madonna di Costantinopoli.

In realtà all’interno del circuito ricade anche lo storico Castello d’Amore che però non ho potuto visitare perché chiuso al pubblico per i necessari lavori di restauro.

Il mio viaggio ad Ugento dunque comincia in Via della Zecca, 1 nel Nuovo Museo Archeologico.

Il Nuovo Museo Archeologico di Ugento

All’ingresso, sono stato accolto da una signorina davvero gentile che, dopo aver pagato il prezzo del biglietto d’ingresso (appena 5 euro), mi ha fornito di una piantina del museo e mi ha dato le direttive per poter visitarlo al meglio.

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Mappa Museo Archeologico Ugento

Il percorso inizia da 3 meravigliose cappelle rinvenute dopo dei lavori di manutenzione e restauro nel 2009, all’interno delle intercapedini tra le mura esterne e quelle interne al convento. Si deve sapere infatti, che il convento fu costruito sui resti di una antica chiesa e che parte di questa, fu racchiusa dalle mura a mo’ di intercapedine.

L’assenza di luce e di agenti atmosferici che nei secoli hanno preservato le cappelle, ci ha restituito degli affreschi intatti in tuta la loro meravigliosa lucentezza.

Le Cappelle

Nella prima cappella troviamo raffigurata la Madonna di Costantinopoli assisa in trono tra San Bonaventura e San Francesco da Paola. L’affresco dovrebbe essere datato 1598 e alla sua destra trova posto un altro affresco con i Santi Cosima e Damiano. Al centro di quest’ultimo, una nicchia in cui sono raffigurate le ampolle sacre dell’acqua e del vino.

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Cappella della Madonna di Costantinopoli

La seconda è la Cappella della Madonna del Latte posta tra Santa caterina e San Domenico. Questo affresco è datato 1582. Nella stessa cappella, una raffigurazione affrescata della battaglia di Lepanto del 1571 e le raffigurazioni dei Santi medici e della Madonna del Purgatorio. Sulla volta troviamo invece un affresco raffigurante l’Annunciazione, San Antonio da Padova e San Nicola.

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Ugento. Cappella della Madonna del latte

La cappella successiva, la terza, è stata chiamata la Cappella della Crocifissione. Al suo interno affreschi che rappresentano la passione e la crocifissione di Gesù. Su una delle pareti troviamo la raffigurazione della Vergine Maria e di San Giovanni Battista, vicini ad una croce. In realtà la croce, che originariamente doveva essere di legno, non c’è più e di essa rimane la sagoma bianca del fondo della parete.

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Ugento. Cappella della Crocifissione

 

La Tomba dell’Atleta

Terminato di ammirare le splendide cappelle, la mia attenzione si è rivolta ad un altro dei pezzi forti del Museo Archeologico di Ugento, ovvero la Tomba dell’Atleta.  Si tratta di uno dei più importanti rinvenimenti messapici in assoluto ed è costituita da un sarcofago in pietra al cui interno sono stati ritrovati diversi oggetti che fanno ipotizzare con sicurezza assoluta, che la persona sepolta al suo interno fosse stato un atleta.

Tomba dell'Atleta Museo Archeologico di Ugento

Tomba dell’Atleta Museo Archeologico di Ugento

La tomba è stata rinvenuta nel 1970 durante degli scavi per la costruzione della fognatura. La sua struttura è costituita da 6 lastroni in pietra calcarea leccese al cui interno vi era il letto funebre di legno. L’interno della tomba è rivestita da intonaco bianco decorato con motivi in rosso e blu.

L’atleta doveva essere un adulto maschio di circa 30 anni, deposto tra il 510 ed il 490 a.C., ma all’interno della stessa tomba è stata notata l’aggiunta successiva di una seconda salma che doveva appartenere ad un ragazzo di circa 15 anni a cavallo tra il V ed il VI secolo a.C.

Molti gli oggetti ritrovati del corredo funebre: vasi, ampolle, lucerne ad olio, accessori in bronzo ed altro, il tutto visibile nelle teche che circondano il sarcofago.

I Resti delle Necropoli Salentine

Proseguendo la mia visita al Museo Archeologico di Ugento, ho potuto vedere quanto la zona abbia restituito in termini di sepolture. La scoperta delle necropoli ugentine è stata favorita dagli scavi per lavori di pubblica utilità. Quindi purtroppo, nessun progetto finanziato dallo stato a favore della cultura ma solo il caso fortuito ha permesso oggi di ricostruire il passato di questa zona. Ieri come oggi, i politici alla cultura non davano importanza.

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Esposizione Museo Archeologico di Ugento

I ritrovamenti hanno evidenziato delle tombe a cassa con lastroni laterali a volte ricoperti da intonaco. I numerosi oggetti funebri rinvenuti possono essere ammirati all’interno di questo museo nelle sue numerose sale. A dir la verità ho notato che alcune sale del museo erano dedicate anche alle necropoli delle zone limitrofe come Leuca ed altri paesi.

Lo Zeus di Ugento

Altro pezzo forte del Nuovo Museo Archeologico di Ugento è la statua di Zeus, ritrovata nel 1961 da alcuni operai che stavano rifacendo le fondamenta ad un’abitazione privata.

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Lo Zeus di Ugento

La statua era corredata da un capitello in pietra leccese sulla cui estremità era appoggiata. Dopo l’intervento di restauro lo Zeus originale viene portato al Museo Archeologico Nazionale di Taranto ed il Museo di Ugento dovrà accontentarsi della copia realizzata dall’artista turco Murat Cura.

Il fatto che al museo archeologico di Ugento si presente solo la copia, non vuol dire che sia da snobbare. La storia, il significato, la rappresentazione del culto sono tutti qui, ad Ugento, nel suo bellissimo museo.

La Collezione Privata Colosso

Successivamente al museo, sono stato accompagnato dal personale del Museo Archeologico di Ugento a visitare la collezione privata Adolfo Colosso, di cui abbiamo avuto occasione di parlare precedentemente.

All’interno della proprietà privata degli eredi Colosso, è stato ricavato un ampio spazio espositivo nelle scuderie, dedicato alle antichità dell’era Messapica. Si tratta di un’estensione naturale del Museo che lo completa e ne aumenta il valore.

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Reperto dalla Collezione della famiglia Colosso ad Ugento

I reperti qui esposti sono databili tra il VII secolo a.C. e l’alto medioevo. Vi troviamo ceramiche, sculture, epigrafi in latino, iscrizioni messapiche e moltissime monete. Qui è possibile vedere anche un capitello dorico che risulta essere molto simile a quello ritrovato insieme alla statua di Zeus.

Una cosa che ha attirato la mia attenzione è stata la riproduzione perfetta e funzionante di un antico telaio a pesi.

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Riproduzione di un antico telaio a pesi. Chissà come funzionava…

La Cripta del Crocifisso e la Santa Maria di Costantinopoli

Dopo la visita alla collezione privata Colosso, la mia bravissima accompagnatrice mi ha condotto a vedere due chicche davvero interessanti. Poco distanti dal museo infatti, raggiungibili in automobile, troviamo la Cripta del Crocifisso e la piccola Cappella di Santa Maria di Costantinopoli.

Si tratta di due strutture adiacenti, separate soltanto dal passaggio di una strada.

Nella Cripta del Crocifisso, si accede da una scala che va sottoterra. Tutto potevo immaginare, tranne di trovare tante meraviglie all’interno di quel piccolo locale, una volta adibita a chiesa.

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Ugento. la Cripta del Crocifisso

Le decorazioni della sua volta sono uniche, così come il ciclo pittorico delle pareti.

Mi è parso strano vedere raffigurati scudi crociati, stelle e figure mitologiche insieme ad affreschi sacri come l’Annunciazione o il Cristo Pantocratore. Anche gli stessi affreschi riportano in vari punti il numero 5 riprodotto come nei dadi con 4 punti a formare un quadrato ed un punto al centro.

Cripta del Crocifisso di Ugento

Gli strani simboli crociato-teutonici della Cripta del Crocifisso di Ugento

Dall’altro lato una cancellata divide la cripta dai resti di una serie di tombe di roccia calcarea scura. Un ambiente suggestivo a cui le fotografie non hanno potuto rendere giustizia.

Accanto alla Cripta del Crocifisso, come detto, troviamo la seicentesca piccola Chiesa della Madonna di Costantinopoli. Altre emozioni mi hanno invaso all’ingresso. La suggestione è anche dovuta al fatto che non ci aspetta tanta bellezza all’interno di una chiesetta dispersa al di fuori del centro abitato e, per giunta, esternamente nulla fa sospettare che possa contenere così tanti affreschi.

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Gli Affreschi della piccola chiesa della Madonna di Costantinopoli ad Ugento

E invece la Chiesetta della Madonna di Costantinopoli mi ha veramente deliziato, come un buon dolce alla fine del pranzo (infatti questa era l’ultima tappa della visita ad Ugento).

Attualmente la piccola chiesa è inglobata in una struttura “masserizia” del XVIII Secolo, ma inizialmente doveva essere un edificio isolato.

Le pareti interne sono tutte completamente affrescate. Il dipinto principale ovviamente è quello della Madonna di Costantinopoli del 1619, al di sopra dell’altare.

Altro da vedere ad Ugento

Mi sono congedato dalla mia preziosa guida all’uscita del museo archeologico di Ugento, dove siamo tornati dopo la visita alla Chiesetta di Santa Maria di Costantinopoli e alla Cripta del Crocifisso, ringraziandola per la cortesia e la bravura. Naturalmente ho acquistato anche una mini guida che a mio modo di vedere, è il modo migliore per contribuire a far restare aperti i piccoli musei.

Sazio di sapere, mi sono diretto alla Cattedrale di Ugento, ma vista l’ora ormai era chiusa. Questo non ha minimamente intaccato la mia soddisfazione per aver visitato uno dei centri del Salento, a mio avviso, più ricchi di storia e testimonianze del passato.

Il mio invito è quello di visitare  questo bellissimo museo e il relativo circuito museale perché si vive una mezza giornata davvero densa ed appagante.

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Cosa vedere a Ugento. Ecco la mia guida alla scoperta del circuito museale di Ugento. Passione, storia, arte, archeologia ed emozioni vere.
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