Scopriamo Villa Aldobrandini a Frascati

villa aldobrandini frascati
-

Frascati è nota al turista per la sua bellezza, la sua storia e per il carnevale. Tra le cose belle da vedere a Frascati si ritagliano uno spazio importante le sue ville, chiamate anche le Ville Tuscolane. Se ne contano ben 6 tra le più famose, erette in tutta la loro sontuosa bellezza: Villa Aldobrandini, Villa Torlonia, Villa Falconieri (chiamata anche “La Rufina”), Villa Tuscolana (chiamata anche “La Rufinella”), Villa Mondragone e Villa Lancellotti.

Oggi parleremo di Villa Aldobrandini

La Villa si trova appena fuori dall’abitato in una magnifica posizione dominante e per questo un tempo, prese anche il nome di Villa Belvedere.

Venne citata da Goethe, nel viaggio in Italia che fece dal 1786 al 1788, come una “dimora lussuosa e privilegiata”, per la sua bellezza e per la sua posizione.

La Villa è stata edificata proprio al di sotto del Tuscolo ed è circondata da un bellissimo parco verde formato da alberi secolari.

Villa Aldobrandini era la villa di Frascati più famosa tra l’aristocrazia europea che soleva andare in visita in questa cittadina al ridosso di Roma.

Fu costruita nel 1550 da Monsignor Alessandro Rufini, poi passò sotto vari proprietari e alla fine, nel 1598, fu acquistata da Papa Clemente VIII (Ippolito Aldobrandini), che desiderava avere una Villa a Frascati per non essere da meno di nobili e cardinali romani che qui già ne avevano una.

Clemente VIII vi soggiorno molte volte, per distrarsi dai problemi di governo dello Stato Pontificio, ma non riuscì a godersela a lungo perché morì nel nel 1605.

Nel frattempo procedevano i lavori di restauro ed abbellimento oridnati dal pontefice, lavori che terminarono nel 1612 con la realizzazione del “mascherone” del parco e del parco di giochi d’acqua realizzato nel giardino.

La Villa passò di mano in mano agli eredi Aldobrandini fino ad arrivare nel 1621 a Olimpia, che sposò Camillo Pamphilj e da allora fu proprietà di quest’ultima famiglia che realizzò altre opere come il maestoso cancello di accesso ed il caratteristico muro con aperture ovali.

Quando nel 1760 si esaurì la linea di successione dei Pamphilj, la Villa fu oggetto della bramosia di diversi pretendenti e questo scatenò una lunga lotta per l’eredità, terminata nel 1769 quando la villa divenne di proprietà dei nobili Borghese.

Per rientrarne in possesso, gli Aldobrandini dovettero attendere il 1837 e da allora ne continuano ad essere i proprietari.

I giardini di Villa Aldobrandini sono ricchi di opere pregiate a cominciare dal prezioso Ninfeo e dal Teatro delle Acque, al cui centro è posta la bellissima Fontana dell’Atlante.

La Fontana dei due Mascheroni e i due nicchioni è il simbolo della natura. La fontana con le statue dei due contadini rappresentano gli uomini che riescono a piegare la natura. Il percorso dell’acqua prosegue e passa sotto le due colonne d’Ercole che erano il simbolo della potenza degli Aldobrandini.

Anche gli interni del palazzo della villa sono bellissimi. Le stanze del piano nobile hanno il soffitto a volta, affrescato finemente. Degna di nota è la Sala del Parnaso. Peccato non sia visitabile in quanto residenza privata.

Di Villa Aldobrandini è però visitabile il giardino, su prenotazione. Dal Lunedì al Venerdì, dalle 9 alle 17:30 con ingresso gratuito.