Tour del Gusto nella campagna di Roma: Giglietto di Palestrina e Porchetta di Ariccia

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Ogni terra ha le sue peculiarità enogastronomiche. L’Italia è particolarmente ricca di tradizioni culinarie e non per nulla, è il paese con la cucina più apprezzata nel mondo intero. L’area della campagna romana fa onore a questa etichetta, grazie ad una varietà impressionante di piatti tipici dei quali il comune denominatore è la genuinità delle materie prime, ovvero degli ingredienti impiegati per la loro realizzazione. Qui presentiamo due delle tante eccellenze di questa zona: il Giglietto di Palestrina e la Porchetta di Ariccia.

Il Giglietto di Palestrina

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E’ un dolce dalla tipica forma di giglio, la cui origine risale a più di 400 anni fa, quando la famiglia dei Barberini che dominava le terre di Palestrina, cadde in disgrazia e fu costretta a rifugiarsi in Francia. Li, i cuochi al seguito di questi potenti nobili, impararono dai colleghi francesi a realizzare un particolare biscotto la cui forma riprendeva il simbolo regale del giglio francese.
Terminato l’esilio, la corte tornò a Palestrina e i pasticceri continuarono a realizzare questo dolce, la cui ricetta fu poi ripresa dalle religiose locali e che è arrivata ai giorni nostri grazie alle massaie del posto.
Dal 2014 il Giglietto di Palestrina è diventato “presidio” SLOW FOOD, ovvero è entrato nel novero dei prodotti da salvare. Il Giglietto originale, quello slow food, viene preparato eclusivamente con prodotti della zona (i Monti Prenestini) ed è facilmente riconoscibile rispetto a quelli preparati con prodotti diversi, dalla consistenza all’assaggio e dal rumore che fa quando si spezzano.
Ogni anno, per celebrare questo dolce, si tiene a Palestrina la Sagra del Giglietto.

La Porchetta di Ariccia

Porchetta di Ariccia IGP

La Porchetta di Ariccia non credo abbia bisogno di presentazioni. Si tratta di carne di maiale arrostita ed arricchita con varie spezie (aglio, pepe nero e rosmarino), ed è un prodotto tipico del comune di Ariccia, in provincia di Roma. Le origini di questo gustoso piatto della campagna romana sono millenarie. Si narra che durante un banchetto all’interno di Palazzo Chigi ad Ariccia, le cucine presero fuoco. Le maestranze fecero in tempo a fuggire e mettersi in salvo ma lasciarono all’interno i suini allevati nelle scuderie dei nobili. Dopo l’incendio, durante il sopralluogo, trovarono i maiali ben cotti e con la cotenna crostificata al punto giusto. Il sapore gustoso della carne, diede l’idea per mettere a punto la ricetta della porchetta.
Dal 14 giugno 2011, a livello europeo, la Porchetta di Ariccia ottiene il riconoscimento di indicazione geografica protetta (IGP). La porchetta IGP deve essere cotta nei forni a legna. Curiosità, la migliore porchetta è quella di maiale femmina, le cui carni sono notoriamente più magre e saporite.
Ogni anno ad Ariccia si festeggia la Sagra della Porchetta, abbinata al pane casareccio cotto a legna. La combinazione più ideale per assaporare questo prodotto è a mio avviso con il pane. Un panino con la porchetta abbinata ad un bicchiere di vino è davvero un momento da godersi appieno.