Come progettare l’impianto idrico della tua barca

impianto idraulico barca
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Stavi pensando al restauro della tua barca ma i costi sono troppo elevati? Hai pensato al fai-da-te ma non sai da dove iniziare? Il progetto dell’impianto idrico ti sta mandando fuori di testa? Stai calmo, oggi ti spiegherò nel dettaglio tutti i punti fondamentali per la realizzazione di un impianto idrico per la tua barca, in grado di diffondere l’acqua correttamente, senza perdite o altro, ma pensando anche allo scarico della acque chiare o scure.

Trascorrere una giornata in barca è un’idea meravigliosa ed emozionante. Ma cosa fare se la barca in questione non dovesse avere un corretto impianto idrico? Come un qualsiasi altro luogo d’abitazione, anche in barca abbiamo la necessità di un impianto idrico che renda agevole la vita in barca o, comunque, la permanenza per lunghi periodi di tempo.

Il progetto di un impianto idrico dovrà rispettare alcuni precisi criteri che andiamo ad illustrare qui di seguito, grazie anche al contributo dell’idraulico con sede a Roma che trovi qui.

Il progetto dell’impianto idraulico su una barca

Quando un professionista lavora all’elaborazione di un progetto per l’impianto idrico di una barca, deve pensare al posizionamento di una rete di tubi, componenti e apparecchiature utili alla distribuzione di acqua calda e fredda, ma anche allo scarico delle acque chiare o scure, in modo tale da rendere agevole la gestione dell’acqua dolce a bordo.

I materiali

Dopo avere reso su carta la locazione delle varie componenti, si deve procedere alla scelta dei materiali da utilizzare. Esistono, infatti, diverse tipologie di tubazioni che si distinguono a seconda dell’uso che se ne intende fare, come ad esempio le tubazioni per la distribuzione dell’acqua che devono necessariamente essere in polietilene.

Per poter permettere il corretto utilizzo dell’impianto, ogni tubatura dovrà essere ricoperta con materiali isolanti (come il neoprene). In questo modo si proteggeranno le tubature dalla corrosione, evitando la condensazione esterna per i tubi che diffondono acqua fredda oppure per quelli di acqua calda si eviterà la dispersione di calore.

Lo schema idrico da adottare

Un corretto progetto idrico deve avere come punto di partenza la scelta dello schema di distribuzione dell’acqua che più si adatti al luogo su cui poggerà l’impianto. I principali schemi optabili sono 3:

  1. Modello a gabbia, ovvero una struttura complessa caratterizzata, soprattutto, dall’elevato costo dei materiali e della realizzazione. Ciononostante è la scelta migliore a cui affidarsi per barche di elevate dimensioni che possono ospitare un elevato numero di ospiti, in quanto in questi casi c’è la necessità di una costante presenza d’acqua in diversi punti e ciò potrebbe provocare un sovraccarico per schemi più semplici.
  2. Modello ad anello orizzontale, ovvero un modello di medio costo che presenta un’adeguata omogeneità di portata alle tubazioni di distribuzione e può, inoltre, essere utilizzato anche solo in parte nel caso in cui dovesse presentarsi un guasto. Questo schema è la scelta migliore per barche di medie dimensioni, ma viene utilizzato anche su barche di dimensioni molto ridotte in quanto può essere utilizzato solo in parte, garantendo, perciò, una magigore durabilità nel tempo.
  3. Modello a ramificazione, ovvero lo schema più semplice da adottare. Questo modello, detto anche ad albero, è molto facile da realizzare ed è anche molto economico. Tuttavia, presenta molto spesso sovraccarichi alla struttura che può non garantire una corretta distribuzione dell’acqua in tutta la struttura. Inoltre, bisogna tener conto che, in caso di guasto, tutto l’impianto non potrà più essere utilizzato.

Può sembrare ovvia la scelta a primo impatto, quando si va di fretta e si vuole risparmiare il più possibile. Tuttavia, il consiglio dell’esperto, è quello di valutare anche i costi di riparazione in caso di danni all’impianto.