Alla Scoperta dell’Arcipelago Pontino

Attribuzione foto: By Hengist Decius (DSC_5402) [CC BY 2.0 (http://creativecommons.org/licenses/by/2.0)], via Wikimedia Commons
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Isola di Ponza

Isola di Ponza

Il clima mediterraneo è ciò che caratterizza queste isole di origine vulcanica collocate al largo della costa del Lazio e della Campania.

Le gialle ginestre trionfano in questi luoghi dove la macchia mediterranea la fa da padrona e dove le coltivazioni sono concentrate soprattutto nella viticoltura.

Tra le isole dell’arcipelago pontino ricordiamo l’isola di Ponza, ovviamente, che è la più grande e popolosa, l’isola di Ventotene, l’isola Zannone, e l’isola Palmarola.

Come detto gli abitanti si concentrano principalmente a Ponza e vivono di turismo, pesca e agricoltura.

Le isole dell’arcipelago furono zona di insediamenti umani sin dal Neolitico, come dimostrano i ritrovamenti di manifatture in ossidiana.

Per raggiungere le isole si utilizzano i traghetti che consentono anche il trasporto dell’auto. Nel dettaglio possiamo dire che Ponza è raggiungibile dai porti di Formia, Anzio, Terracina, San Felice Circeo, Napoli, e Fiumicino.
Alcuni traghetti hanno attività stagionale.
L’isola di Ventotene è raggiungibile da Napoli, Formia, e dalla stessa Ponza.

L’isola di Ponza

Ponza è la maggiore delle isole dell’arcipelago e fa parte del gruppo dei vulcani campani che vengono considerati come la prosecuzione dei Flegrei e che iniziarono la loro attività, come quello di Roccamonfina, nel Terziario.

L’azione del mare e degli altri fattori esogeni ne hanno fortemente cambiato la primitiva morfologia riducendo il materiale tufaceo, facilmente erodibile, ad un gruppo collinare tutto inciso da profondi burroni. I dolci pendii lungo la costa sono spesso franati in mare dando origine a frastagliate scogliere.

Il cuore dell’abitato è il porto. Dietro la piazzetta, luogo di ritrovo turistico, si trovano le case disposte sul pendio.

La spiaggia più famosa di Ponza è Chiaia di Luna. Deve il suo nome alla sua forma a mezzaluna ed è raggiungibile attraverso una galleria scavata nel tufo e di origine romana.

L’isola di Ventotene

Tra le isole di Ischia e di Ponza troviamo Ventotene, un’altra delle isole pontine.

Colonizzata dai Greci, passò sotto il dominio di Roma forse nel 326 a.C., e all’epoca di Augusto era già possedimento della casa imperiale.

Durante il periodo romano probabilmente l’isola era un’unica grande villa, con giardini, un porticciolo, scale e rampe scavate nella roccia.

Ne sono visibili i resti a Punta Eolo, dedicata al dio dei venti. Ed è proprio ai venti, che la battono spesso, che l’sola deve il suo nome.

Sull’isola si coltivano la vite e il fico d’India.

Il periodo più cupo della storia dell’isola la vede come zona di confino durante il regime fascista.

L’isoola di Zannone

Zannone ha cambiato più volte nome nella sua storia: originariamente si chiamava Sinonia e poi, durante il periodo medievale, Santa Maria.

L’assenza di acqua dolce hanno spesso reso l’isola disabitata. Dal 1979 fa parte del Parco del Circeo ed oggi è visitabile solo su richiesta alla direzione del Parco, a Sabaudia.

L’isola di Palmarola

Dal punto di vista geologico è forse l’isola più interessante dell’arcipelago. L’isola, detta anche “la forcina” a causa della sua forma biforcuta, si è formata su diversi materiali tra cui la pomice, l’ossidiana, e il tufo.

L’sola è frequentata quasi esclusivamente per scopi naturalistici e il luogo di attracco è un porto naturale su cui si affacciano delle casette-grotte che sono l’alloggio dei visitatori. Gli escursionisti ameranno i suoi sentieri, per la verità piuttosto impegnativi, che conducono a luoghi panoramici come quelli sul monte Guarniere.

Per altri posti da favola visita il sito http://www.dafavola.it

Attribuzione foto: By Hengist Decius (DSC_5402) [CC BY 2.0 (http://creativecommons.org/licenses/by/2.0)], via Wikimedia Commons